Accordo di programma tra Anci, Federsanità e Conferenza dei Presidenti delle Anci Regionali: prevenzione e welfare di prossimità

Press Office
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(Roma, 26 maggio 2026) Sottoscritto a Roma l’Accordo di programma tra Anci, Federsanità e la Conferenza dei Presidenti della ANCI Regionali, con l’obiettivo di rafforzare l’integrazione socio-sanitaria, la prevenzione e le politiche di welfare territoriale, alla luce delle profonde trasformazioni demografiche e sociali che interessano il Paese. Accordo di programma tra Anci, Federsanità e Conferenza dei Presidenti delle Anci Regionali per costruire un sistema più vicino ai cittadini.

Si è tenuta oggi a Roma la firma del nuovo Accordo di Programma tra ANCI, la Conferenza dei Presidenti delle ANCI Regionali e Federsanità. Al centro del documento, l’impegno a potenziare l’integrazione socio-sanitaria, la prevenzione e le politiche di welfare territoriale, in risposta alle profonde trasformazioni demografiche e sociali che il Paese sta attraversando.

A sottoscrivere l’intesa sono stati il Presidente di ANCI Gaetano Manfredi, la Coordinatrice della Conferenza dei Presidenti delle ANCI Regionali Susanna Cenni e il Presidente di Federsanità Fabrizio d’Alba. Il nuovo Accordo aggiorna quello del 2020 alla luce del quadro normativo introdotto dal DM 77/2022 sull’assistenza territoriale, dalla riforma per gli anziani e dalla riforma della disabilità. Il Protocollo si propone di consolidare una governance multilivello tra Comuni, ANCI regionali e sistema sanitario, promuovendo modelli organizzativi integrati in grado di assicurare una presa in carico più efficace, soprattutto nei casi di fragilità, cronicità e non autosufficienza.Sono quattro le direttrici principali dell’Accordo: la promozione di sani stili di vita e di programmi di prevenzione; il potenziamento della rete territoriale dei servizi socio-sanitari e socio-assistenziali; il sostegno alle politiche per l’invecchiamento attivo e la disabilità; lo sviluppo di strategie “One Health”, che leggono salute, ambiente, urbanistica e condizioni socio-economiche come dimensioni inscindibili.

Il Protocollo nasce in un momento in cui il peso demografico degli anziani è sempre più significativo: un italiano su quattro ha già superato i 65 anni e le proiezioni ISTAT indicano che entro il 2050 quella fascia di popolazione supererà il 33% del totale. A questo si affiancano la crescita della solitudine, l’aumento delle patologie croniche e le persistenti disuguaglianze nell’accesso ai servizi tra un territorio e l’altro.

Il Presidente di Anci Gaetano Manfredi ha ribadito il ruolo strategico dei Comuni come perno di un welfare territoriale capace di rispondere alle nuove fragilità, sottolineando come solo una governance condivisa possa affrontare efficacemente le sfide dell’invecchiamento e delle disuguaglianze. La Coordinatrice Susanna Cenni ha evidenziato la funzione delle ANCI Regionali nel raccordare il livello nazionale e i singoli territori, con l’obiettivo di rendere le buone pratiche locali sistematiche e trasferibili.Il Presidente di Federsanità Fabrizio d’Alba ha definito l’Accordo “un passo decisivo per rendere strutturale l’integrazione socio-sanitaria prevista dalle riforme nazionali”, sottolineando che “la salute si costruisce nei territori, attraverso prevenzione, partecipazione e capacità di fare sistema.” Il vicepresidente di ANCI Roberto Pella ha infine richiamato l’importanza di un approccio globale alla salute, che includa stili di vita, alimentazione, attività sportiva e attenzione specifica alle fasce più anziane e fragili della popolazione.

Presenti alla cerimonia di firma anche il Segretario Generale di Anci Lazio Luca Masi e il Segretario Generale di Federsanità Lazio Manuel Magliocchetti.