Si è svolto nei giorni scorsi il convegno internazionale “I paesaggi benedettini: territorio, patrimonio culturale e spiritualità”, organizzato dal Distretto Tecnologico Beni e Attività Culturali – DTC Lazio insieme alla Direzione Turismo della Regione Lazio.
A presiedere i lavori è stato il Presidente di ANCI Lazio, Daniele Sinibaldi.
L’iniziativa ha messo al centro il ruolo dei monasteri benedettini nella storia sociale e culturale del continente europeo, evidenziando come questi insediamenti abbiano contribuito alla costruzione di reti territoriali, economiche e spirituali ancora oggi riconoscibili.
Nel suo intervento, Sinibaldi ha ricordato come il sistema benedettino rappresenti una delle infrastrutture culturali più antiche e solide d’Europa, una trama di luoghi che ha influenzato per secoli mobilità, conoscenza, economia e relazioni tra comunità.
È stato inoltre sottolineato il legame tra tali percorsi storici e le progettualità contemporanee, a partire dai temi connessi alla Capitale Italiana della Cultura.
Una parte di questo legame nasce infatti dai tratturi della transumanza, che collegavano realtà come l’Abbazia di Farfa alla città dell’Aquila e all’intero territorio abruzzese, configurando un reticolo di scambi che oggi rappresenta un patrimonio da valorizzare.
Il Presidente ha evidenziato come queste traiettorie storiche dialoghino oggi con le nuove tecnologie, che permettono di leggere, mappare e interpretare i paesaggi culturali in chiave innovativa: strumenti digitali, sistemi informativi territoriali, modelli di fruizione avanzati e infrastrutture di ricerca aprono infatti nuove prospettive di sviluppo per i territori.
Il convegno ha visto la partecipazione del Direttore Paolo Giuntarelli (Direzione Turismo della Regione Lazio) e di Fabio Bruni, Coordinatore dell’infrastruttura di ricerca del DTC Lazio, che hanno illustrato il percorso del Distretto nel consolidare un ecosistema integrato tra innovazione, patrimonio culturale e valorizzazione del territorio.
ANCI Lazio continuerà a sostenere iniziative che favoriscono il dialogo tra istituzioni, ricerca e comunità locali, promuovendo modelli di sviluppo capaci di unire memoria, identità e innovazione.


