Si apre in una nuova scheda

Programmazione unitaria 2028-2034, Regione Lazio a confronto con i territori per costruire le strategie di sviluppo dei prossimi anni

Ufficio Stampa
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Dieci conferenze territoriali animate da Anci Lazio per coinvolgere Comuni, istituzioni e parti economiche e sociali nella definizione delle priorità della nuova programmazione. Evento conclusivo a Roma.

Costruire il futuro del Lazio attraverso una programmazione condivisa, capace di valorizzare le specificità territoriali e rispondere concretamente alle esigenze delle comunità locali. È questo l’obiettivo del ciclo di conferenze territoriali promosso dalla Regione Lazio e animato da Anci Lazio, che nelle prossime settimane coinvolgerà tutte le province della regione in un percorso di ascolto, confronto e partecipazione finalizzato a contribuire alla definizione della Programmazione Unitaria 2028-2034.

Il nuovo ciclo di programmazione rappresenta un passaggio strategico per lo sviluppo della Regione, chiamato a definire le priorità di investimento e a coordinare l’utilizzo delle risorse europee, nazionali e regionali in una visione organica e di lungo periodo. Una sfida che richiede un dialogo costante tra i diversi livelli istituzionali, affinché le scelte di programmazione possano tradursi in interventi efficaci per la crescita economica, il rafforzamento dei servizi, il miglioramento delle infrastrutture e la coesione sociale.

In questo contesto, il coinvolgimento diretto dei Comuni assume un’importanza fondamentale. Il Lazio presenta infatti realtà territoriali profondamente diverse, dall’area metropolitana di Roma ai piccoli centri delle province, fino ai Comuni montani e delle aree interne, che affrontano criticità legate allo spopolamento, all’accessibilità dei servizi e alle opportunità di sviluppo. La nuova programmazione dovrà pertanto tenere conto di queste differenze, promuovendo una crescita equilibrata e sostenibile dell’intero territorio regionale.

Il percorso promosso da Regione Lazio e animatonda Anci Lazioprevede dieci conferenze territoriali, due per ciascuna provincia e un evento conclusivo a Roma, durante il quale saranno presentati i risultati del confronto e le proposte emerse.

Agli incontri parteciperanno sindaci, amministratori locali, rappresentanti delle istituzioni, associazioni di categoria, organizzazioni sindacali, università e realtà del Terzo settore, attraverso un metodo di lavoro partecipativo articolato in sei ambiti strategici: competitività e innovazione, transizione verde ed energia, infrastrutture e mobilità, lavoro e inclusione, territori e coesione, capacità amministrativa.

Il confronto sarà sviluppato attraverso un modello ispirato al cubo di Rubik, simbolo dell’interconnessione tra le diverse dimensioni dello sviluppo. Ogni gruppo di lavoro sarà chiamato a individuare le esperienze positive da consolidare, le criticità da superare e le nuove proposte da sottoporre all’attenzione della Regione Lazio.

L’iniziativa si inserisce nel percorso già avviato dall’Osservatorio Sviluppo Lazio, che ha realizzato una ricognizione dei fabbisogni dei 378 Comuni della regione, evidenziando anche l’importanza del rafforzamento della capacità amministrativa degli enti locali per garantire un utilizzo efficace delle risorse pubbliche.

I contributi raccolti nel corso delle dieci conferenze confluiranno in un documento unitario che sarà consegnato alla Regione Lazio, quale strumento di supporto alla definizione delle priorità strategiche e al confronto istituzionale sul nuovo ciclo di programmazione europea.

«La programmazione rappresenta uno degli strumenti fondamentali attraverso cui costruire una visione di sviluppo concreta e duratura per il Lazio. Programmare significa individuare le priorità, utilizzare le risorse in maniera efficace e soprattutto avere la capacità di rispondere alle reali esigenze delle comunità. Per questo il confronto con i territori e con gli amministratori locali costituisce un passaggio essenziale: sono i Comuni, attraverso la conoscenza diretta delle proprie realtà, a poter fornire un contributo determinante nell’individuazione degli interventi necessari», dichiara l’assessore alla Programmazione economica e al Bilancio della Regione Lazio, Giancarlo Righini.

«La sfida della Programmazione Unitaria 2028-2034 – prosegue Righini – è quella di costruire una strategia condivisa, capace di mettere a sistema le risorse europee, nazionali e regionali, superando interventi frammentati e favorendo una visione complessiva dello sviluppo. Il dialogo con ANCI Lazio, con i sindaci e con tutte le realtà economiche e sociali rappresenta un elemento centrale di questo percorso. Vogliamo che la programmazione sia sempre più il risultato di un confronto concreto tra istituzioni e territori, affinché ogni investimento possa contribuire a ridurre i divari, valorizzare le potenzialità locali e generare nuove opportunità di crescita per l’intera regione».

«Vogliamo che la nuova programmazione parta dai Comuni, che sono i primi a conoscere i bisogni delle proprie comunità», dichiara il presidente di ANCI Lazio, Daniele Sinibaldi. «Dal capoluogo al piccolo paese dell’entroterra, ogni territorio deve poter contribuire a definire le priorità di investimento dei prossimi anni, valorizzando ciò che ha funzionato e individuando ciò che deve essere migliorato. Ma ascoltare non basta: è necessario anche rafforzare la capacità dei Comuni di progettare e realizzare gli interventi, perché le risorse disponibili possano trasformarsi in risultati concreti. Istituzioni, imprese, lavoratori e associazioni devono essere protagonisti di un percorso comune, fondato sulla collaborazione e sulla condivisione delle scelte. È con questo spirito che intendiamo programmare insieme il futuro del Lazio».