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Parità di genere, Simona Mulè: «Necessario trasformare i diritti in politiche pubbliche»

Ufficio Stampa
simona mulè

La Coordinatrice della Consulta delle Donne Amministratrici di ANCI Lazio richiama l’attenzione sul ruolo fondamentale dei Comuni nella promozione delle pari opportunità e sulla necessità di tradurre i principi di uguaglianza in azioni concrete a beneficio delle comunità.

La parità di genere non può rimanere soltanto un principio riconosciuto sul piano normativo, ma deve tradursi in politiche pubbliche concrete, capaci di incidere sulla vita quotidiana delle persone e di contribuire alla costruzione di comunità più eque e inclusive. È questo il messaggio al centro delle riflessioni di Simona Mulè, Coordinatrice della Consulta delle Donne Amministratrici di ANCI Lazio, che richiama l’attenzione sulla responsabilità delle istituzioni e, in particolare, degli enti locali nel promuovere una reale uguaglianza tra donne e uomini.

Un obiettivo che richiede un impegno costante da parte delle amministrazioni pubbliche, chiamate non soltanto a garantire il rispetto dei diritti, ma anche a individuare strumenti e interventi in grado di superare le disuguaglianze ancora presenti nella società. In questo percorso, i Comuni rappresentano un presidio fondamentale, grazie alla loro vicinanza ai cittadini e alla capacità di intercettare i bisogni delle comunità.

La promozione della parità di genere deve diventare parte integrante dell’azione amministrativa, attraversando i diversi ambiti delle politiche locali: dal lavoro ai servizi sociali, dall’istruzione alla conciliazione tra vita professionale e familiare, fino alla partecipazione delle donne ai processi decisionali e ai ruoli di responsabilità.
In questa prospettiva, assume particolare importanza il ruolo delle donne nelle amministrazioni comunali. La loro presenza non rappresenta soltanto un elemento di equilibrio nella rappresentanza istituzionale, ma costituisce una risorsa fondamentale per arricchire i processi decisionali, valorizzare competenze ed esperienze differenti e contribuire alla definizione di politiche pubbliche più attente alle esigenze dell’intera collettività.

Come evidenziato anche dal Dossier ANCI “Donne in Comune”, la presenza femminile nelle amministrazioni locali è in evoluzione, con donne sempre più impegnate in settori strategici per il governo dei territori, dai lavori pubblici all’urbanistica, fino alla transizione ecologica. Un cambiamento significativo che deve essere accompagnato da strumenti capaci di garantire pari opportunità di accesso, partecipazione e crescita nei ruoli istituzionali.

La Consulta delle Donne Amministratrici di ANCI Lazio, coordinata da Simona Mulè, si inserisce proprio in questo percorso, promuovendo il confronto tra amministratrici, la condivisione di esperienze e buone pratiche e la valorizzazione del contributo femminile alla vita politica e amministrativa dei Comuni del Lazio.
L’obiettivo è rafforzare una rete di amministratrici capace di contribuire attivamente alla definizione delle politiche territoriali, favorendo una maggiore consapevolezza sull’importanza della parità di genere come elemento trasversale dell’azione di governo.
Particolare attenzione deve essere rivolta anche alle nuove generazioni, attraverso iniziative di educazione, sensibilizzazione e partecipazione, affinché la cultura delle pari opportunità possa affermarsi fin dai primi percorsi formativi e diventare un valore condiviso all’interno delle comunità.

Il percorso verso una piena uguaglianza richiede dunque un cambiamento non soltanto culturale, ma anche organizzativo e amministrativo. Strumenti come il bilancio di genere, la valutazione dell’impatto delle politiche pubbliche e la promozione di una maggiore partecipazione femminile ai processi decisionali possono contribuire a rendere la parità un obiettivo concreto e misurabile.

Per ANCI Lazio, attraverso l’attività della Consulta delle Donne Amministratrici, la sfida è continuare a sostenere e valorizzare il ruolo delle donne nelle istituzioni locali, favorendo il dialogo tra amministrazioni e promuovendo politiche capaci di rispondere alle esigenze dei territori.

Trasformare i diritti in politiche pubbliche significa, infatti, passare dal riconoscimento formale dell’uguaglianza alla sua effettiva realizzazione, facendo della parità di genere una componente essenziale della qualità dell’azione amministrativa e dello sviluppo delle comunità locali.