(Roma, 11 giugno) — Una classe amministrativa locale più giovane, più istruita e sempre più femminile. È questa la fotografia tracciata da Simona Mulè, Coordinatrice della Consulta delle Donne Amministratrici di ANCI Lazio e Consigliera di Parità della Provincia di Latina, intervenuta su FORUM PA Pop nella rubrica “Reti di innovazione” condotta da Michela Stentella.
Il punto di partenza è il Dossier ANCI “Donne in Comune”. I numeri raccontano una transizione già in corso: chi amministra i Comuni è oggi mediamente più giovane — 49 anni contro i 52 dei colleghi uomini — e più spesso laureata. Soprattutto, ha sottolineato Mulè, nel Lazio le amministratrici guidano ormai deleghe a forte impatto economico e infrastrutturale, dai Lavori Pubblici all’Urbanistica fino alla Transizione Ecologica. Un cambiamento che, ha osservato, «è una necessità strutturale per la qualità dell’azione pubblica», prima ancora che una questione di rappresentanza.
Il dato più netto riguarda però la macchina amministrativa nel suo complesso. Negli enti locali le donne sono il 58% del personale stabile e oltre il 56% dei Segretari Comunali: una presenza che, di fatto, ne sostiene il funzionamento quotidiano. «Se la spina dorsale della PA è già donna — ha affermato — il ruolo della Consigliera di Parità deve evolversi: non più solo tutela legale, ma leva di sviluppo organizzativo». Da qui l’invito a intervenire sugli squilibri che restano, a partire dal ricorso al part-time, che pesa molto più sulle donne che sugli uomini.
Uno sguardo, infine, alle nuove generazioni. Con il concorso “Parità in Azione!”, che ha premiato studenti e istituti come “Alfieri” e “Ambasciatori della Parità”, Mulè ha rivendicato la centralità del fattore educativo: «La parità si costruisce prima di tutto attraverso la cultura e i comportamenti quotidiani», e le scuole restano «il luogo privilegiato dove sviluppare questa consapevolezza nei cittadini di domani». Perché, ha concluso, abituare i più giovani a dialogare con le istituzioni è la condizione per avere enti locali pronti alle sfide della transizione digitale.


