Si è svolta questa mattina, presso l’Aula Magna dell’Università degli Studi della Tuscia a Viterbo, la giornata di formazione “Dall’Europa ai territori: come utilizzare i fondi UE per lo sviluppo locale”, promossa dall’Ufficio in Italia del Parlamento europeo e dalla Rappresentanza della Commissione europea in Italia, in collaborazione con ANCI Lazio, Cassa Depositi e Prestiti, Banca Europea per gli Investimenti e l’Università degli Studi della Tuscia.
Un appuntamento di alto profilo istituzionale e tecnico, dedicato agli amministratori locali del Lazio, per approfondire strumenti, opportunità e prospettive legate all’utilizzo dei fondi europei per lo sviluppo dei territori.
Per ANCI Lazio, i saluti istituzionali della mattinata sono stati affidati al Riccardo Varone, che ha ribadito l’impegno dell’Associazione nel rafforzare il ruolo dei Comuni, in particolare quelli più piccoli, nel rapporto diretto con le politiche europee e nella capacità di intercettare e utilizzare in modo efficace le risorse disponibili.
Nel corso dei lavori sono intervenuti, tra gli altri, la rettrice Tiziana Laureti, la vicepresidente del Parlamento europeo Antonella Sberna, il presidente della Commissione Ambiente della Camera Mauro Rotelli, la vicepresidente della Regione Lazio Roberta Angelilli e il direttore dell’Ufficio del Parlamento europeo in Italia Carlo Corazza.
Particolarmente significativo l’intervento in collegamento del vicepresidente esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto, che ha sottolineato come la nuova Agenda europea per le città punti a rafforzare il ruolo diretto dei Comuni, semplificando l’accesso ai fondi e valorizzando la loro capacità di trasformare le risorse europee in interventi concreti e misurabili sui territori.
Un’impostazione che va nella direzione sostenuta da ANCI Lazio, soprattutto alla luce delle difficoltà affrontate dai Comuni negli anni delle politiche di spending review e del ruolo centrale che essi hanno svolto durante la pandemia e nella fase di attuazione del PNRR, che si avvia alla conclusione nel corso del 2025. Proprio i Comuni, infatti, si sono dimostrati tra i soggetti attuatori con la maggiore capacità di spesa e di realizzazione degli interventi.
«Le ANCI regionali stanno cambiando pelle – ha dichiarato il Presidente di ANCI Lazio, Daniele Sinibaldi – assumendo un ruolo sempre più tecnico e operativo al fianco dei Comuni. Oggi è evidente che senza un sistema di supporto stabile e qualificato i territori rischiano di non cogliere appieno le opportunità offerte dalla nuova programmazione europea e regionale».
In questo quadro ANCI Lazio si candida a essere protagonista, mettendo a disposizione dei Comuni una struttura tecnica composta da oltre 20 europrogettisti, professionalità fondamentali per accompagnare gli enti locali nella progettazione, nella messa a terra e nella rendicontazione degli interventi.
«L’intermediazione è necessaria – ha proseguito Sinibaldi – e noi la stiamo già esercitando concretamente, lavorando con la Regione Lazio per supportare la programmazione dei Comuni. Lo facciamo anche attraverso l’Osservatorio Sviluppo Lazio, che ragiona per aree omogenee e non per confini amministrativi, perché i bisogni dei territori spesso superano i limiti provinciali».
Un approccio che consente di affrontare in modo integrato criticità comuni, come nel caso delle infrastrutture strategiche e dei servizi essenziali che interessano territori diversi ma accomunati da problematiche simili.
«Il nostro obiettivo – ha concluso il Presidente – è dare un contributo concreto al rafforzamento del sistema Paese, mettendo i Comuni nelle condizioni di essere protagonisti delle politiche di sviluppo e di rispondere in modo efficace alle esigenze dei cittadini».




















